/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Troppo fruttosio può causare il fegato grasso

Troppo fruttosio può causare il fegato grasso

La dinamica è quella usata dagli Egizi per il loro 'foie gras'

ROMA, 25 agosto 2020, 16:57

Redazione ANSA

ANSACheck

© ANSA/EPA

© ANSA/EPA
© ANSA/EPA

Un consumo eccessivo di fruttosio può provocare la Nafld, la steatosi epatica non alcolica (conosciuta anche come malattia del 'fegato grasso'). A dirlo è uno studio condotto dalla Scuola di Medicina dell'Università della California che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Metabolism.
    Secondo quanto appurato, il fruttosio influisce negativamente sul fegato solo dopo aver raggiunto l'intestino, dove lo zucchero disturba la barriera epiteliale che protegge gli organi interni dalle tossine batteriche.
    "La capacità del fruttosio, che è abbondante nei fichi secchi e nei datteri, di indurre il fegato grasso, era nota agli antichi Egizi, che nutrivano anatre e oche con frutta secca per realizzare la loro versione del 'foie gras'», commenta Michael Karin, ricercatore che ha condotto l'analisi, che spiega come l'aumento del consumo di bibite contenenti un alto contenuto di fruttosio corrisponde alla "crescita esplosiva nell'incidenza" della sindrome del fegato grasso. Per i ricercatori è stato interessante notare come l'assunzione di fruttosio, quando è stata ridotta al di sotto di una certa soglia, non ha causato effetti negativi, suggerendo che solo il consumo eccessivo e a lungo termine di fruttosio rappresenti un rischio per la salute.
    Un moderato apporto di fruttosio attraverso il normale consumo di frutta è, invece, ben tollerato.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza