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Ok finale dell'Unione europea alle procedure per il deficit, c'è anche Roma

Ok finale dell'Unione europea alle procedure per il deficit, c'è anche Roma

Adottate dal Consiglio le decisioni per 7 Paesi membri

Bruxelles, 26 luglio 2024, 16:18

Redazione ANSA

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Ok finale Ue alle procedure per deficit, c 'è anche Roma - RIPRODUZIONE RISERVATA

Ok finale Ue alle procedure per deficit, c 'è anche Roma - RIPRODUZIONE RISERVATA

BRUXELLES - Via libera finale del Consiglio Ue all'avvio delle procedure per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia e di altri sei Paesi membri: Belgio, Francia, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia. Lo rende noto lo stesso Consiglio Ue dopo aver adottato le decisioni tramite procedura scritta. E' stata inoltre stabilito che la Romania, sottoposta alla procedura per deficit eccessivo dal 2020, non ha adottato misure efficaci per correggere il proprio deficit e pertanto la procedura dovrebbe rimanere aperta. Con il via libera finale le procedure per deficit eccessivo - annunciate dalla Commissione europea il 19 giugno - sono ora formalmente avviate. "Per tutti gli atti - ha fatto sapere una portavoce del Consiglio Ue - è stata raggiunta la maggioranza qualificata richiesta, escluso il voto degli Stati membri coinvolti". A essere interessati, sono i Paesi che nel 2023 hanno superato la soglia del 3% del rapporto tra deficit e Pil sancita dai Trattati: Italia (7,4%) Ungheria (6,7%) Romania (6,6%) Francia (5,5%) Polonia (5,1%) Malta (4,9%) Slovacchia (4,9%) e Belgio (4,4%). Secondo le nuove regole del Patto di stabilità appena entrate in vigore, i governi coinvolti dovranno presentare entro il 20 settembre un piano pluriennale (a 4 o 7 anni) di risanamento dei conti pubblici indicando - seguendo la 'traiettoria tecnica' concordata a porte chiuse con Bruxelles per riportare il debito e il deficit pubblico a livelli sostenibili - i percorsi di spesa e le riforme e gli investimenti prioritari che intendono realizzare. A quel punto la Commissione europea specificherà l'entità dell'aggiustamento annuo necessario per rientrare nei ranghi, fermo restando l'appello ad avere una "crescita della spesa netta nel 2025 coerente con l'aggiustamento di bilancio richiesto dal nuovo quadro di governance economica".

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