C'è già la data del debutto: il 27 aprile 2025 al teatro alla Scala di Milano andrà in scena l'opera Il nome della rosa, basata sul romanzo di Umberto Eco.
Il teatro, insieme all'Opéra di Parigi e al Carlo Felice di
Genova e con il sostegno della Siae, ha commissionato il lavoro
al compositore pisano Francesco Filidei, mentre la regia è stata
affidata a Damiano Michieletto e la direzione a Ingo
Metzmacher, maestro di fama internazionale specialista nel
repertorio contemporaneo.
"Questa - ha spiegato alla
presentazione il sovrintendente milanese Dominique Meyer - è
un'opera importantissima. Non vogliamo solo fare una bella
serata ma un evento".
È nata nel periodo del covid l'idea di commissionare una
nuova opera a un compositore italiano che alla Scala non era
ancora stato presentato. La scelta è ben presto caduta su
Filidei, che a cinquant'anni ha al suo attivo ha già altre due
opere liriche. Ed è stato Filidei, durante il secondo incontro,
a proporre un lavoro sul Nome della rosa. "Abbiamo iniziato con
il coordinatore artistico André Comploi nell'estate 2020. Questo
è un progetto di tre anni fa che arriverà a maturazione nel
2025, oltre il mio mandato" ha sottolineato Meyer, sottolineando
l'importanza del ruolo di Comploi, risposta indiretta a chi per
il futuro pensa che oltre un sovrintendente servirà in futuro
anche un direttore artistico al Piermarini.
Ma Meyer non ha risparmiato una frecciatina al nuovo decreto
che pone il limite di 70 anni per il i sovrintendenti,
presentando in conferenza la guida del Carlo Felice Claudio
Orazi. "Ci conosciamo da tanto. Come avete letto dai giornali
siamo vecchi: io non me ne ero accorto".
"L'impresa - ha spiegato Filidei, a cui sarà dedicata
l'edizione 2025 del festival Milano Musica - è mastodontica" con
cori importanti, un alternanza di recitativi ed arie e una
struttura della composizione che ricorda quella dei petali di
una rosa. "Ringrazio la famiglia Eco e La nave di Teseo - ha
aggiunto - che mi hanno seguito e aiutato".
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