Coldiretti Molise torna a
chiedere a che punto sia l'elaborazione della mappatura del
territorio regionale per individuare le aree idonee e non idonee
alla realizzazione di impianti per la produzione di energia da
fonti rinnovabili. L'organizzazione ricorda infatti che il
Decreto ministeriale sulla 'Disciplina per l'individuazione di
superfici e aree idonee per l'installazione di impianti a fonti
rinnovabili', fissava al primo gennaio 2025 il termine ultimo
entro quale le Regioni avrebbero dovuto indicare gli obiettivi
energetici e i criteri individuati dal Decreto, definendo le
aree idonee e quelle non idonee.
"Il Molise - osserva Coldiretti - stando agli ultimi dati
Eurispes produce circa il doppio dell'energia che consuma, ma
nonostante ciò vi sono centinaia di richieste di autorizzazioni
per la realizzazione di parchi eolici o fotovoltaici su terreni
agricoli avanzate da multinazionali che offrono cifre
esorbitanti agli agricoltori per l'affitto dei terreni dove
realizzarli. Circostanza - prosegue - che sta determinando anche
distorsioni del mercato degli affitti e delle vendite con danni
indiretti a moltissime aziende che fra mille difficoltà
continuano a produrre, spesso anche sotto i costi di produzione,
cibo di qualità, sano e genuino per l'intera collettività".
"Coldiretti - spiega il presidente regionale, Claudio Papa -
non è contro le rinnovabili, ma al posto dei mega parchi
suggerisce l'utilizzo di impianti solari sui tetti o sollevati
da terra che consentono di integrare il reddito degli
agricoltori con la produzione energetica rinnovabile, ottenendo
una ricaduta positiva sulle colture e sul territorio".
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