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L'amore secondo Dalva per il padre pedofilo

L'amore secondo Dalva per il padre pedofilo

In sala il coraggioso film della Nicot premiato a Cannes

ROMA, 09 maggio 2023, 23:41

Redazione ANSA

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L 'amore secondo Dalva per il padre pedofilo - RIPRODUZIONE RISERVATA

L 'amore secondo Dalva per il padre pedofilo - RIPRODUZIONE RISERVATA
L 'amore secondo Dalva per il padre pedofilo - RIPRODUZIONE RISERVATA

(di Francesco Gallo) Dalva, dodici anni, non ha occhi che per il padre pedofilo, anche se la violenta e la veste sexy da quando ne aveva nove.

Per lei è normale fare l'amore con lui, lo ama e cosi quando gli assistenti sociali vengono a salvarla e la allontanano dal padre non capisce proprio quello che succede e subito li accusa: "Per colpa vostra lui non mi ama più ".


    Questo è L'AMORE SECONDO DALVA, straordinario film della regista Emmanuelle Nicot, e con protagonista la giovanissima e talentosa Zelda Samson.
    Due premi a Cannes, alla Semaine de la Critique, e ora in sala con Teodora dall'11 maggio, il film ha tra i molti meriti quello di non giudicare. Anzi di mostrare come può, senza una prospettiva morale acquisita e consapevole, essere puro l'amore di questa ragazzina verso il padre.
    A cambiare le cose, ma molto lentamente, una casa famiglia e l'amicizia di una coetanea, Samia (Fanta Guirassi), che sta messa solo un po' meglio di lei: la madre si prostituisce in casa e lei nel frattempo fuma nell'altra stanza.
    Dalva, solo molto lentamente, imparerà, tra ironia e tenerezza, a guardare il mondo da una prospettiva diversa e a riappropriarsi della sua infanzia.
    "L'idea del film - spiega la regista - nasce da un insieme di spunti diversi. Innanzitutto ci sono i temi dell'influenza e del controllo, che per me sono molto importanti. Inoltre, durante le riprese di À L'ARRACHÉ, il mio ultimo cortometraggio, ho passato molto tempo in un centro di prima accoglienza per adolescenti: una cosa che mi ha colpito è che tutti i bambini e i ragazzi che erano lì per comprovati abusi in famiglia, continuavano in ogni caso a stare dalla parte di quest'ultima, sostenendo che il sistema giudiziario sbagliasse a tenerli in un centro. Due di questi ragazzini poi - ha continuato la Nicot - li ho seguiti per anni, arrivando a scoprire il loro viaggio dall'idea di separazione dalla famiglia a quella di vera e propria 'liberazione'".
    E ancora la regista: "Dalva è completamente sotto l'influenza del padre, fino a quando questo non viene arrestato. Scopriamo infatti che non è mai andata a scuola, che è cresciuta senza la presenza della madre e senza riferimenti con il mondo esterno.
    Per far fronte a questa situazione Dalva si è rifugiata in una negazione estremamente potente, raccontando a se stessa che lei e suo padre vivono una storia d'amore che nessuno può capire.
    Dalva ha interiorizzato l'idea che è in quel luogo e con quell'aspetto, vestendosi e truccandosi come la donna da cui il padre è stato abbandonato, che può ottenere l'amore di quest'ultimo. Per mantenere questo amore, di cui ha un vitale bisogno - dal momento che non riceve amore da nessun altro - non ha mai messo in discussione questa situazione".
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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