Un nuovo spazio espositivo viene inaugurato domani con la mostra 'Fotografia sperimentale in Europa tra le due guerre' curata da Giovanni Battista Martini: è quello al primo piano di palazzo Grillo, in piazza delle Vigne (ingresso da vico alla Chiesa delle Vigne 18r), uno dei più affascinanti palazzi cinquecenteschi genovesi.
L'esposizione, a cura di Giovanni Battista Martini, approfondisce l'uso del medium fotografico come paradigma di modernità.
Le opere degli
artisti in mostra sanciscono la presa di coscienza di nuovi
codici espressivi della fotografia, affermandone definitivamente
l'autonomia rispetto alla pittura e sovvertendo il ruolo
meramente descrittivo e documentaristico del mezzo fotografico
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso le opere di
artisti francesi, olandesi, tedeschi, polacchi, italiani,
ungheresi, appartenenti alle diverse aree dell'avanguardia come
il costruttivismo, il Bauhaus, il Futurismo, il Surrealismo e il
Dadaismo.
Hans Bellmer, Mieczyslaw Berman, Janusz Maria Brzeski, Cesar
Domela, Lux Feininger, Hans Finsler, Gelindo Furlan, Heinz Hajek
Halke, Florence Henri, Hannah Höch, Otto Hofmann, Georges
Hugnet,Vilmos Huszàr, Edmund Kesting, László Moholy-Nagy, Bruno
Munari, Man Ray, Franz Roh, Luigi Veronesi, Dorothy Weyl, Piet
Zwart: oltre cinquanta opere tra fotografie, fotomontaggi e
fotocollage documentano come il nuovo linguaggio abbia
rivoluzionato e proposto una 'Nuova Visione' della realtà. Le
diverse interpretazioni degli artisti si confrontano, dalla
geometrizzazione delle forme di nature morte, ritratti e oggetti
di uso quotidiano, all'uso della sola luce per realizzare
fotogrammi completamente astratti, all'immagine realizzata con
la tecnica del fotomontaggio come feroce satira del potere. La
mostra resterà aperta dal 22 marzo al 21 maggio, da mercoledì a
domenica dalle ore 16 alle ore 20.
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