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D'Aquino, femminicidi sono trasversali, cogliamo segnali

D'Aquino, femminicidi sono trasversali, cogliamo segnali

Riparte Amore criminale dal 16 novembre in prima serata su Rai 3

ROMA, 14 novembre 2023, 19:08

di Francesca Pierleoni

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il femminicidio "è trasversale, non c'è differenza d'età, d'estrazione sociale, di ceto, è un dato costante ormai.

Abbiamo casi di persone già avanti negli anni e persone giovani, d'altronde anche la cronaca di questi giovani ce lo dice.

La cultura maschilista, androcentrica, è come se fosse capillare nella società e i ragazzi spesso ne sono vittime. Per questo bisogna lavorare prima di tutto dal punto di vista culturale: regole e leggi permettono di punire i colpevoli ma bisogna anche andare a ritroso e ripartire dalla scuola, la famiglia". Lo dice all'ANSA Emma D'Aquino, che è alla sua seconda edizione da conduttrice di 'Amore Criminale', in onda da giovedì 16 novembre alle 21.20 su Rai 3. Il programma, nato nel 2007, quando non esisteva ancora la legge sullo stalking e di violenza sulle donne si parlava pochissimo, format La Bastoggi docu&fiction, è ideato da Matilde D'Errico e Maurizio Iannelli. "Per me condurlo non è solo una soddisfazione professionale, ma personale, perché mi sono sempre occupata di questi temi e Amore criminale è veramente un programma di servizio pubblico - spiega -. Non è solo lavoro, è sposare la causa, un progetto, nel quale non si fa solo il racconto dei femminicidi ma si prova anche a dare delle linee guida" per offrire un aiuto. Nella prima puntata si ripercorre la vicenda di Aurelia Laurenti, uccisa a 32 anni, in provincia di Pordenone. Aurelia conosce il compagno quando entrambi sono adolescenti. Dopo una relazione a distanza di 10 anni, i due vanno a convivere e dopo qualche anno nascono due bambini. Però il rapporto con il compagno diventa sempre più conflittuale: Aurelia verrà uccisa il 25 novembre del 2020, proprio nella Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne. "Attraverso la lettura delle carte, delle sentenze, perché per tutti i casi che trattiamo c'è almeno una condanna in primo grado, fa entrare in quelle relazioni, in quelle vite e abbiamo visto che c'è un filo conduttore", la consapevolezza. A volte "si inizia una relazione come se si fosse 'affamate d'amore', si vorrebbe qualcuno che si prenda cura di noi. Poi però quando queste donne si rendono conto invece di essere le persone 'accudenti', e reagiscono, arrivano quelle frasi fatidiche degli uomini che non accettano la fine di quella relazione, come 'tu non puoi stare senza di me', 'non puoi essere altro, all'infuori di me'". Immergendosi profondamente nelle dinamiche di queste storie "a volte ne esci con un senso di impotenza, vedi che già c'erano molto prima i segni di una cronaca annunciata e viene da chiedersi se non fosse possibile fare qualcosa in più, come un maggiore controllo sia da parte delle istituzioni che in famiglia. In realtà nessuno di noi immagina di poter essere vittima di un delitto come questo, ne' che ci possa essere quell'epilogo". Almeno, "nel racconto di questi fatti, negli ultimi anni, da parte dei media, ci sono dei passi avanti nella narrazione. Oggi per fortuna non sentiamo quasi più cronache che riportano un femminicidio alla gelosia. Per il femminicidio non c'è nessun movente valido, niente che può giustificarlo". Chi li racconta in questo modo, "colpevolizza le donne, e sta dando, anche in modo latente o non voluto, una ragione per quel delitto. Le parole possono anche uccidere una seconda volta". Per la giornalista Amore criminale (realizzato in collaborazione con l'Arma dei Carabinieri e la Polizia di Stato e con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio - Dipartimento Pari Opportunità) arriva a qualche mese dal suo ritorno alla conduzione del Tg1, dopo circa un anno di stop: "Una pausa che mi ha dato l'opportunità di entrare in mondi diversi. Immergermi in un programma cult della Rai come questo, o realizzare, anche da autrice, Vittime collaterali su Rai 1, andato molto bene, dove ho parlato di orfani di femminicidi, vittime di ludopatia, e ragazzi morti sul lavoro, mi permette di fare, anche attraverso altre strade, la cosa a cui tengo di più, affrontare temi che interessano alle persone, sperando di offrire spunti che siano d'aiuto".

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