"L'equo compenso dei professionisti, fortemente voluto da Giorgia Meloni e da Fratelli d'Italia con la legge approvata ad inizio Legislatura, non rappresenta alcun problema per le imprese, e comunque siamo fieri di aver tutelato l'equità dei compensi dei professionisti italiani, garantendo così pure la qualità delle prestazioni, piuttosto che contribuire ad accrescere vieppiù gli utili delle grandi multinazionali del settore.
Certamente, come ogni legge, sarà possibile applicare dei correttivi per evitare distorsioni non volute, ma ritengo sia assolutamente necessario garantire ai liberi professionisti pagamenti corrispondenti alla quantità e alla qualità del lavoro che svolgono; ciò significa tutelare soprattutto i più deboli, i più giovani, o quanti operano nelle zone di periferia, che sono spesso vessati da controparti aventi grande forza contrattuale".
Così l'onorevole Andrea de
Bertoldi, membro della commissione Finanze di fratelli d'Italia,
e coordinatore della Consulta dei parlamentari commercialisti,
in riferimento alla notizia dell'incontro della prossima
settimana tra i rappresentanti di Abi, Ania, Assonime,
Confindustria e Confcooperative ed il governo sul tema dell'equo
compenso.
"Auspico che all'incontro richiesto da parte del mondo
imprenditoriale, e previsto al ministero della Giustizia il
prossimo 12 settembre, vengano invitate tutte le rappresentanze
delle professioni; il confronto deve, infatti, avvenire
nell'interesse nazionale alla presenza di ognuno degli
interlocutori interessati dalla normativa", chiude il deputato.
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