Così il blitz del Gis, 8 secondi per bloccare Cutrì
Nucleo teste cuoio ha utilizzato granate assordanti e accecanti
09 febbraio, 16:179 FEBBRAIO - Domenico Cutrì ha avuto solo il tempo di aprire gli occhi: un istante dopo era immobilizzato sul letto, con le manette già ai polsi. Otto secondi è durato il blitz delle teste di cuoio dei Carabinieri, gli uomini del Gruppo intervento speciale (Gis) entrati in azione questa notte nella palazzina in ristrutturazione di due piani in via Villoresi a Inveruno, dove l'ergastolano si era nascosto assieme al pregiudicato Luca Greco. Il via libera al nucleo d'intervento - che dal quartier generale di Livorno era arrivato in zona già da un paio di giorni - è arrivato da Roma in piena notte, quando ormai non c'erano più dubbi che era proprio in quell'abitazione che si nascondeva Cutrì. Alle 2.35 gli uomini sono entrati in azione: in assoluto silenzio hanno piazzato una carica esplosiva e hanno fatto saltare la porta di ingresso del covo, 'coprendo' immediatamente gli ambienti, tre in tutto compresi i servizi.
"Ho sentito un forte rumore, nel pieno della notte - ha raccontato un testimone - poi mi sono affacciato alla finestra e ho visto i carabinieri che facevano irruzione. Ho avuto molta paura". Una volta all'interno, la squadra del Gis ha esploso delle 'flashbang', le granate assordenti e accecanti in dotazione a diversi corpi speciali, che hanno impedito a Cutrì e Greco di capire costa stesse accadendo: il lampo luminoso rende infatti la visione impossibile per circa cinque secondi, fino a che il cervello non riporta la retina al suo stato originale. I due sono così stati immobilizzati, senza che riuscissero neanche ad alzarsi dal divano dove stavano dormendo, ed ammanettati. "E' stato un intervento chirurgico" si limitano a dire al Comando generale dei Carabinieri. Formato da soli volontari provenienti dai paracadutisti del Tuscania, il Gis fu fondato un mese prima del sequestro di Aldo Moro ed ebbe il suo battesimo operativo il 29 dicembre 1980 quando fece irruzione nel supercarcere di Trani per porre fine alla rivolta capeggiata dai brigatisti detenuti.